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RINOPLASTICA


Nessun intervento lascia tanto spazio alla creatività del chirurgo come la rinoplastica. Il risultato finale è la somma delle capacità tecniche, dell’esperienza, del bagaglio culturale, del gusto e della personale visione estetica del chirurgo. Determinante è pertanto la scelta dell’operatore, nella consapevolezza che da essa dipenderà l’esito e differenti saranno i risultati. Pur inquadrati in ben distinte tipologie non esistono nasi uguali, le modifiche dovranno pertanto dipendere non solo dalla situazione anatomica di partenza, ma anche dall’attenta analisi degli elementi del viso (ovale, zigomi,occhi, labbra ,mento), dalla corporatura generale, dalla razza, dal carattere e dalla personalità del soggetto e dalle caratteristiche socio-culturali. Ho perciò prestato particolare attenzione, in tutti questi anni, ad assimilare e perfezionare tutte le tecniche di rinoplastica, anche le più desuete, conscio che una particolare situazione possa richiedere una specifica e individuale procedura. Questo atteggiamento di estremo eclettismo nell’approccio chirurgico mi ha consentito di evitare la standardizzazione dei risultati. Ritengo che il peggio che si possa dire di un chirurgo è che faccia i nasi tutti uguali. Un altro importante criterio che ho sempre seguito è la naturalezza. Il naso ideale non deve avere le stigmate della rinoplastica senza tuttavia venir meno alla perfezione estetica. Il naso non deve apparire rifatto ma nello stesso tempo non deve avere difetti. Tutto questo deve naturalmente essere attentamente discusso con il paziente nel colloquio preoperatorio, alla fine del quale il criterio fondamentale e determinante deve essere la fiducia riposta nel chirurgo. Nella pratica spesso il naso estetico presenta problemi funzionali o viceversa. Altre volte è l’esito di un trauma o di una malformazione. E’ importante che il chirurgo conosca perfettamente anche tali tecniche di correzione. Una correzione estetica quasi sempre non può prescindere da una correzione anche funzionale. E’ oggi superata la divisione dei compiti tra otorinolaringoiatra e chirurgo plastico o l’esecuzione in due tempi chirurgici distinti. Tutto deve essere eseguito in un unico intervento per ottenere il risultato ottimale. Pur con qualche, anche illustre, eccezione ritengo il chirurgo estetico più idoneo ad eseguire una migliore e più raffinata rinoplastica. Se infatti il chirurgo plastico ed estetico può facilmente apprendere le tecniche di correzione morfofunzionale, difficilmente l’otorinolaringoiatra acquisirà il gusto estetico e l’attitudine maturata in anni di specifica pertinenza, pur nel rispetto di una corretta ma sostanzialmente anonima procedura chirurgica. L’intervento chirurgico può essere eseguito sia in anestesia locale assistita che generale, in day surgery o con ricovero di una notte ed ha una peculiarità: è l’unico intervento di chirurgia estetica totalmente indolore in tutte le sue fasi, contrariamente ad una diffusa opinione. E’ possibile la comparsa di ecchimosi nelle regioni orbitarie, solitamente riassorbite in circa dieci giorni. La contenzione in resina (che oggi sostituisce il gesso) deve essere mantenuta per una settimana. Tranne che per la tecnica “open” le incisioni sono situate all’interno del naso e suturate con punti riassorbibili. In alcuni casi la modifica può interessare esclusivamente la punta del naso. Non saranno allora modificate le parti ossee, non sarà posizionata la resina contenitiva e tutto il decorso postoperatorio sarà più leggero e semplice.